V CANTO, INFERNO (Dante)

“E come li stornei ne portan l’ali 
nel freddo tempo, a schiera larga e piena, 
così quel fiato li spiriti mali;

di qua, di là, di giù, di sù li mena; 
nulla speranza li conforta mai, 
non che di posa, ma di minor pena.”

V CANTO, INFERNO (Dante)

E come d’inverno gli stornelli sono trasportati in volo dalle loro ali, formando una larga schiera, così quel vento trasporta gli spiriti malvagi;

li trascina qua e là, su e giù; non hanno alcuna speranza che li conforti, né di riposo né di una diminuzione della pena.

104 sculture in resina poliuretanica.

Ogni coppia di mani è ottenuta dal calco di un diverso individuo.

Emozionalità e cultura.

“Per stir – secret bar, il nostro personale, contemporaneo, racconto visivo di un estratto del V Canto di Dante

Titolo: Stormo
Anno: 2024
Tecnica: 104 calchi in resina poliuretanica
Grandezza: 3x5m
Autori: Piervincenzo Nocera & Luca Cuccurullo

Commento dell’opera

L’installazione artistica si ispira al quinto canto dell’Inferno di Dante, rappresentando un vortice di 104 mani bianche che emergono dalla parete, simboleggiando il turbine infernale che travolge Paolo e Francesca. Le mani, scolpite in resina, sembrano appartenere a individui intrappolati tra due mondi, evocando il tormento delle anime dannate e il loro disperato tentativo di contatto. Realizzate con calchi di mani reali, l’opera riflette una dimensione collettiva e partecipativa. La metamorfosi delle mani in sagome di uccelli simboleggia il contrasto tra la pesantezza della dannazione e il sogno di libertà, offrendo una riflessione moderna sul tema dell’isolamento e della ricerca di connessione umana.